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Gli idranti

Ott 1, 2023 | Antincendio

(l’uso parziale delle normative UNI è di tipo “Uso ragionevole o leale” ai soli fini di insegnamento)

Gli idranti possono essere di varie tipologie:

  • Idranti a muro
  • Naspi
  • Idranti Soprasuolo (cassette a corredo)
  • Idranti Sottosuolo (cassette a corredo e attacco stradale)

Gli idranti sono dispositivi di primo intervento utilizzati per spegnere gli incendi. Sono classificati in base alla loro misura nominale dell’attacco espressa in millimetri. I modelli UNI 45, UNI 70 e UNI 25 sono i più comuni.

Gli idranti UNI 45 (di solito gli idranti a muro), sono caratterizzati da una tubazione con un diametro interno di 45 mm. Sono adatti per spegnere incendi di materiali solidi (fuochi di classe A).

Gli idranti UNI 70 (di solito gli idranti sopra e sotto suolo), invece, hanno un attacco da 70 mm e sono utilizzati per spegnere incendi di grandi dimensioni.

Infine, gli idranti UNI 25 (di solito gli idranti a naspo), hanno un attacco da 25 mm e sono utilizzati per spegnere incendi di piccole dimensioni

Le norme UNI di riferimento per la manutenzione sono principalmente la UNI 10779:2021 e la 671-3:2009 (specifica per la manutenzione).

Anche gli idranti, come gli estintori, vengono posizionati in progettazione da un professionista antincendio, garantendo un raggio di copertura delle aree (Lunghezza della manichetta).

Anche per gli idranti la UNI 6713 prevede una sorveglianza la cui frequenza dipende dal livello di rischio incendio


La UNI 6713 passa direttamente alla richiesta di una verifica periodica annuale non considerando una verifica semestrale.

La UNI 10779 richiede invece una verifica di almeno due volte all’anno


Semestralmente, vanno quindi eseguite le seguenti verifiche:

  • Controllare visivamente lo stato manichetta.
  • Controllare la manovrabilità della lancia.
  • Verificare lo stato della cassetta e la valvola di intercettazione.
  • Solo per i naspi, va controllata la rotazione della bobina di avvolgimento.
  • Per le cassette a corredo degli idranti soprasuolo e sottosuolo, va accertata la presenza della chiave di manovra.
  • Per gli idranti stradali o esposti al gelo deve essere verificata l’efficienza di un sistema antigelo che in genere consiste in un cavetto scaldante (Se presente).
  • Va fatto il controllo della scadenza del collaudo della manichetta (scadenza ogni 5 anni)

Ogni 5 anni le manichette vanno collaudate sottoponendole singolarmente a prova idrostatica, oppure, vengono completamente sostituite per una soluzione vantaggiosa sia in termini economici che di vetustà del componente.

Anche in questo caso, come per parecchie apparecchiature antincendio, gli idranti vanno numerati in campo e tale numerazione deve corrispondere alla numerazione della planimetria redatta dal professionista antincendio (ex CPI o SCIA).

Come per l’estintore, anche sull’idrante deve essere posto il cartellino di manutenzione

Annualmente per la UNI 9490 (al punto 8.1.3) va inoltre verificata la misurazione di pressione statica e dinamica attraverso una prova strumentale. Generalmente si deve soddisfare la tabella di contemporaneità indicata nella UNI 10779 a seconda della classe rischio incendio dell’ambiente in cui operate con il criterio delle prestazioni minime.

Per la misura della prestazione minima deve essere utilizzato uno strumento certificato e tarato che, collegato al posto di una normale lancia, possa misurare la portata e la pressione dell’impianto su uno dei punti di contemporaneità.

Con la gestione degli idranti, rientra anche la gestione degli attacchi motopompa per i vigili del fuoco.

Questi altro non sono che predisposizioni dell’impianto per ricevere acqua dalle autobotti nel caso fosse terminata l’acqua del bacino idrico antincendio.

Gli attacchi motopompa sono solitamente posizionati all’esterno in luoghi accessibili ad un camion e devono sempre rimanere accessibili.

Per approfondimenti vedere la linea guida gialla scaricabile dal sito di ANIMA

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