
Il radon è un gas radioattivo naturale, incolore, inodore e insapore, che si genera dalla naturale decomposizione dell’uranio presente nel terreno. Questo gas può infiltrarsi negli edifici attraverso fessure nei pavimenti, giunti strutturali, condotti impiantistici e materiali da costruzione porosi. Una volta entrato, tende ad accumularsi nei piani bassi, in particolare nei locali seminterrati e interrati, soprattutto se mal ventilati.
Un rischio invisibile ma concreto
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) lo considera la seconda causa di tumore polmonare dopo il fumo. In Italia, si stima che provochi oltre 3.000 decessi all’anno. Per questo motivo, il D.Lgs. 101/2020 impone la valutazione del rischio radon in tutti gli ambienti di lavoro interrati e seminterrati.
Il ruolo strategico del manutentore
Il manutentore non è solo un esecutore tecnico: è un attore chiave nella prevenzione e nel controllo del radon. Le sue competenze permettono di:
- Individuare precocemente i punti critici: crepe nei pavimenti, fessurazioni, passaggi impiantistici non sigillati, zone con scarsa ventilazione.
- Proporre soluzioni tecniche: installazione di sistemi di ventilazione forzata, sigillature, barriere antiradon, o sistemi di depressurizzazione del suolo.
- Eseguire interventi di manutenzione preventiva: verifiche periodiche della tenuta delle strutture, pulizia delle canalizzazioni, controllo degli impianti di ventilazione.
- Collaborare con l’RSPP e i consulenti esterni per aggiornare la documentazione tecnica e proporre soluzioni migliorative nel DVR (Documento di Valutazione dei Rischi).
- Monitorare gli effetti delle azioni correttive, raccogliendo dati e segnalando eventuali criticità.
🔧 In contesti dove è richiesta una manutenzione integrata e proattiva, la figura del manutentore diventa centrale per garantire ambienti salubri e conformi alla normativa.
L’RSPP e la valutazione del rischio radon
L’RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) ha il compito di coordinare la valutazione del rischio radon in collaborazione con il datore di lavoro. In pratica:
- Identifica le aree a rischio all’interno degli ambienti lavorativi (piani seminterrati o interrati).
- Predispone, in collaborazione con esperti e manutentori, la misurazione della concentrazione di radon tramite dosimetri per almeno due semestri consecutivi.
- Se il valore supera i 300 Bq/m³, promuove interventi di mitigazione e ne verifica l’efficacia.
- Aggiorna il DVR con i dati raccolti e con le misure adottate.
Il manutentore è parte integrante di questo processo, sia nella fase di misurazione (installazione e controllo dei dispositivi), sia nell’esecuzione delle misure correttive.
Come si gestisce un ambiente dove è presente il radon?
La gestione di ambienti contaminati da radon richiede un approccio tecnico e metodico. Le azioni tipiche comprendono:
1. Analisi iniziale e misurazioni
- Posizionamento di dosimetri passivi o strumenti elettronici nei locali a rischio.
- Raccolta dati per almeno 6 mesi.
2. Interventi tecnici di mitigazione
- Ventilazione forzata controllata per aumentare il ricambio d’aria nei locali.
- Depressurizzazione del suolo sotto la struttura con l’installazione di pozzi radon.
- Sigillature strutturali: giunti, crepe, canalizzazioni impiantistiche, passaggi non protetti.
- Barriere fisiche antiradon sotto le pavimentazioni, in caso di ristrutturazione.
3. Monitoraggio e manutenzione continua
- Verifica regolare dell’efficacia degli impianti di ventilazione.
- Controlli periodici per rilevazioni successive.
- Manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti installati.
Il rischio radon è spesso sottovalutato perché invisibile, ma va affrontato con la stessa serietà di qualsiasi altro rischio ambientale. In questo scenario, il manutentore rappresenta il presidio operativo del controllo ambientale: osserva, segnala, interviene e propone. In sinergia con l’RSPP e con la direzione tecnica, è parte attiva nella costruzione di ambienti di lavoro più sicuri e salubri.

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