Home 9 Ingegneria della manutenzione 9 Le politiche manutentive

Le politiche manutentive

Ott 5, 2023 | Ingegneria della manutenzione

Di Francesca Calamusa:

In manutenzione nessuna politica si può definire migliore dell’altra in quanto l’efficacia è legata alla natura del sistema in cui essa è applicata. Il metodo corretto è creare un mix ottimale di politiche manutentive sulla base della criticità degli asset (vedi analisi FMECA).

Di seguito una panoramica sulle politiche manutentive utilizzabili:

  • POLITICA CORRETTIVA (O A GUASTO): politica in cui si interviene sull’asset per ripristinarlo e riportarlo allo stato iniziale solo a guasto avvenuto
  • POLITICA PREVENTIVA: la politica preventiva consiste nel ricercare il migliore intervallo (frequenza) di azione per prevenire l’insorgere del guasto. Può essere effettuata:
    • SU BASE STATISTICA – si decide, sulla base di uno storico di dati e di un modello affidabilistico, ogni quando cambiare il componente. Tuttavia, il rischio è quello di rinunciare alla vita residua del pezzo poichè anche un pezzo buono verrebbe sostituito con uno nuovo generando uno spreco. Questa politica può essere a sua volta divisa in:
      • ETA’ COSTANTE: l’intervallo tra un intervento preventivo e un altro rimane fisso e pari a Tp. Se dovesse verificarsi un guasto appena prima di Tp, dopo la riparazione è necessario schedulare nuovamente gli interventi, sempre con intervallo Tp fisso. Questa politica è difficile da programmare e richiede di sapere esattamente quando si è guastato il componente per schedulare correttamente la programmazione. E’ necessario dotarsi di un sistema informativo importante che può dare indicazioni pressoché corrette del prossimo potenziale guasto così da preparare il necessario (pezzi di ricambio, squadra manutentiva, fermo impianto).Questo metodo risulta abbastanza economico perché non intervengo più del necessario.

    • DATA COSTANTE: l’intervallo tra un intervento preventivo e un altro rimane fisso e pari a Tp. Se dovesse verificarsi un guasto appena prima di Tp, dopo la riparazione gli interventi non vengono ri-schedulati e la programmazione rimane inalterata.

Questo metodo risulta più costoso del precedente perché, benché il guasto e la successiva riparazione siano terminati da poco, rinuncio alla vita utile dell’asset per intervenire nuovamente alla scadenza.

Di contro questa metodologia è più semplice da programmare in quanto l’intervallo non subisce variazioni nel tempo.

Per scegliere ilTp ottimale bisogna analizzare i costi coinvolti nel processo: costi di mancanza e costi di intervento.  Il Tp ottimo sarà quel valore che minimizza il costo totale della gestione manutentiva (UEC MINIMO = costo della politica al variare del tempo), bilanciando la politica preventiva con quella correttiva.

  • SU CONDIZIONE – utilizzando sempre una frequenza di intervento costante, si misurano le condizioni del componente per valutare l’effettivo grado di usura dello stesso. In questo caso, un pezzo buono non verrebbe sostituito limitando notevolmente gli sprechi.
    • ESPERIENZA – ci si affida all’esperienza di manutentori e fornitori per la scelta dell’intervallo manutentivo ottimale.
  • POLITICA ISPETTIVA: politica in cui si organizzano delle visite ispettive per valutare lo stato dell’impianto. L’ispezione non implica obbligatoriamente la realizzazione di un intervento manutentivo. Inoltre, differisce dalla politica preventiva perché non è detto si conosca lo stato di salute del componente se non a fronte di ispezioni che permettono il monitoraggio del pezzo. Mentre nel caso precedente (politica preventiva) il costo è dato dalla somma tra il costo preventivo e quello a guasto (eventuale), in questo caso il costo preventivo e pari a zero e viene sostituito dal costo dell’ispezione. La frequenza dell’ispezione dipende dai benefici che si vogliono ottenere: ispezioni più ravvicinate permettono di individuare prima il guasto ma aumentano i costi di gestione.

Può essere divisa in:

  • ELEMENTARE – su base statistica si scelgono degli intervalli ispettivi
    • DA OPERATORE – molto simile alla politica preventiva su condizione in quanto a seguito del controllo dell’operatore mi accorgo del guasto ed effettuo la riparazione
  • POLITICA OPPORTUNISTICA: politica che consiste nello sfruttare il fermo macchina organizzato per la riparazione di un componente per ripararne un secondo (si sfrutta l’opportunità). Tendenzialmente si attua quando le date dei due interventi sono vicine tra loro:  la riparazione 1 rimane fissata mentre la 2 si annulla e la si “annega” nella prima.
  • POLITICA OVER HALL (REVISIONE PESANTE): questa politica applica una revisione completa e accurata sul componente realizzata solitamente nei mesi di agosto e dicembre (fermo impianto produttivo per ferie).
  • POLITICA DI REPLACEMENT (SOSTITUZIONE): in questa politica non ci si pone il problema della riparazione ma ci si orienta sulla sostituzione sistematica e programmata del componente.

Indicativamente, per creare un mix ottimale di politiche, in assenza di analisi FMECA, un’azienda dovrebbe attuare un 20% di politica a guasto e un 80% ante guasto (preventiva, ispettiva, opportunistica, …) per ridurre i costi di mancata produzione.

Quello che invece succede è che la percentuale della politica a guasto col passare degli anni cresce.

È pur vero che i risultati delle politiche ante guasto non sono visibili immediatamente. A volte sembra che la politica ante guasto scelta non stia dando i suoi frutti ma così non è nella realtà. Bisogna aver pazienza perchè gli effetti sono visibili a lungo termine. Inoltre, bisogna ricordare che qualsiasi politica manutentiva non azzera la probabilità di guasto ma la riduce solamente.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.