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Le cabine di trasformazione MT / BT – Parte 2

Ott 22, 2023 | Impianti elettrici

Dopo la parte 1 (clicca qui), passiamo alla parte 2.

Abbiamo visto i componenti più importanti presenti in una cabina di trasformazione:

  • Un locale dove sono installati tutti i componenti della cabina elettrica.
  • Uno o più trasformatori
  • Celle contenenti sezionatori o interruttori di media tensione
  • Un quadro di bassa tensione
  • Un UPS
  • Un rifasatore
  • Le centraline relè di protezione e controllo
  • Un impianto di estrazione aria o di condizionamennto per il controllo della temperatura del locale

Ed abbiamo fatto una veloce carrellata sui singoli concetti di funzionamento.

Ma cosa c’è ancora da sapere di una cabina di trasformazione?

Prendiamo uno schema generale e capiamo un po’ di più:

Distinguiamo, nonostante la legenda i tre locali D, M ed U.

Ipotiziamo ora una condizione ipotetica (in alcuni casi le cose non stanno proprio così), ma “facciamo finta che..”

  • Diciamo che ENEL, dal suo locale U, vi consegna una fornitura da 15.000 Volts. Dentro il suo locale, avrà un interruttore di protezione (2).
  • Nel locale M andrà invece a montare un contatore fiscale (1)
  • A questo punto, voi, vi costruite la vostra cabina di trasformazione nel locale D.
  • All’interno del vostro locale, dovrete montare una cella (SC) di ricezione della 15KV di ENEL con un Interruttore MT.
  • Inoltre, serviranno delle celle (SL) che dovranno essere in numero pari ai trasformatori che decidete di usare e contenere dei sezionatori MT

Diciamo che il blocco di ricezione e distribuzione disegnato sullo schema potrebbe avere questo aspetto

Dallo schema si nota che ogni interruttore o sezionatore ha collegato un ulteriore sezionatore con il simbolo dell’impianto di terra. Lo sottolineo perchè è una parte importante.

Le manovre

Il sezionatore di messa a terra viene utilizzato in situazioni in cui è necessario effettuare la manutenzione, la riparazione o l’ispezione di apparecchiature elettriche o circuiti senza tensione. Prima di eseguire qualsiasi operazione, è importante disconnettere l’alimentazione elettrica e collegare l’impianto a terra per garantire che non ci siano tensioni pericolose presenti. Il sezionatore di messa a terra consente di effettuare questa disconnessione e di fornire una connessione sicura a terra per scaricare eventuali tensioni residue.

Le manovre di apertura dell’interruttore e di chiusura del sezionatore di terra e la manovra inversa sono talmente importanti per la sicurezza che, i costruttori delle celle, applicano degli interblocchi meccanici per la selettività delle manovre con delle serrature e delle chiavi.

In pratica, (a meno che non vi troviate in una cabina molto vecchia) è impossibile chiudere l’interruttore di linea con il sezionatore di terra chiuso verso terra.

In questa procedura chiamata “giro chiavi”, all’anello portachiavi, con le chiavi di manovra, è obbligatorio inserire anche la chiave del box di accesso al trasformatore. Questo perchè, dalla serratura del sezionatore di terra, la chiave non si può estrarre se non a sezionatore chiuso. Questo garantisce l’impossibilità di accedere direttamente al trasformatore in tensione.

La sequenza di manovra in cabina spaventa un po’ tutti, ma se memorizzata, con le dovute attenzioni, è una manovra abbastanza semplice.

Riassumiamo la procedura del “giro chiavi” perchè è più difficile a dirsi che a farsi:

Pensiamo sempre che le chiavi sono unite in un anello portachiavi (meglio se saldato per impedirne lo sfilaggio)

  • Le chiave è inserita sull’interruttore di linea chiuso e non è estraibile
  • Dal momento che apro l’interruttore di linea, la serratura libera la chiave (il mazzo)
  • Posso a questo punto inserire la chiave nel sezionatore di terra
  • A sezionatore di terra chiuso, ho la possibilità di estrarre la chiave e liberare il mazzo per accedere al box del trafo.

Chiudo l’argomento manovre con una grande raccomandazione tecnica:

Eseguite sempre manovre in media tensione togliendo il carico (aprendo cioè gli interruttori BT) dal Power center o QGBT per limitare fenomeni di arco elettrico in MT

Parliamo ora delle centraline pirometriche per la misura di temperatura degli avvolgimenti dei trasformatori in resina

Le centraline pirometriche (o rilevatori di temperatura) all’interno dei trasformatori in resina sono dispositivi progettati per monitorare e rilevare le temperature all’interno del trasformatore. Questi trasformatori in resina sono utilizzati per isolare, trasformare e distribuire l’energia elettrica, e mantenere il controllo della temperatura è cruciale per garantire il corretto funzionamento del trasformatore e prevenire il surriscaldamento che potrebbe danneggiarlo o causare un guasto.

Le centraline pirometriche sono composte da sensori di temperatura, spesso termocoppie o sensori di resistenza come i PT100, che vengono posizionati in punti critici all’interno del trasformatore. Questi sensori rilevano costantemente la temperatura e inviano i dati a un sistema di monitoraggio o un controllore. Se la temperatura rilevata supera i limiti predefiniti o se si verificano aumenti improvvisi della temperatura, il sistema di controllo può attivare allarmi o interrompere l’alimentazione per evitare danni.

Il monitoraggio delle temperature all’interno dei trasformatori è essenziale perché il surriscaldamento può causare problemi come l’accelerazione del deterioramento dell’isolamento, la riduzione dell’efficienza energetica e il potenziale rischio di incendi. Le centraline pirometriche consentono di mantenere il controllo sulle condizioni termiche all’interno del trasformatore, contribuendo così alla sicurezza e all’affidabilità del sistema elettrico.

Le temperature da leggere in un trasformatore sono tre e corrispondono alle tre colonne degli avvolgimenti (Fase R, S e T)

I Dispositivi di protezione collettiva (DPC)

Sono dispositivi che devono essere posti nelle cabine elettriche e parlimo di

  • Pedane isolanti
  • Tappetini isolanti
  • Fioretti

E’ d’obbligo la presenza di una pedana isolante e rialzata per eseguire operazioni in cabina avento una certa altezza per isolarsi dal pavimento come ad esempio nel caso di acqua a terra.

Porre nelle zone di maggior operatività del personale, degli appositi tappeti isolanti certificati e con scadenza di sostituzione

E’ d’obbligo la presenza di un fioretto isolato per eventualmente rimuovere parti estranee dalle linee in tensione

Fate attenzione: I guanti isolati, che una volta erano considerati DPC e dovevano essere tenuti nelle cabine, sono diventati oggi dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), quindi, ogni operatore deve entrare in cabina con i propri guanti sotto la sua responsabilità di controllo.

Cartellonistica obbligatoria

All’interno ed all’esterno delle cabine è obbligatoria l’affissione dei cartelli di segnalazione riportanti:

Sulla porta di ingresso (lato esterno):

  • Le tensioni di esercizio ( Valori di Media e Bassa tensione)
  • Il cartello che indica la presenza di una cabina elettrica

All’interno del locale e ben visibili:

  • La segnalazione degli estintori CO2
  • Le operazioni da prestarsi in caso di folgorazione in ambito di primo soccorso
  • Lo schema elettrico della cabina della distribuzione interna.
  • La distanza del collettore equipotenziale di terra dal primo dispersore

Lampade di emergenza

All’interno di una cabina elettrica di trasformazione deve essere garantita l’illuminazione in caso di blackout

Finiamo questa seconda parte elencando i punti critici di una cabina elettrica:

  • Mi pare scontato, ma inizierei con il dire l’acqua
  • La polvere
  • Il calore
  • Il serraggio delle connessioni
  • La manovrabilità meccanica degli interruttori e dei sezionatori
  • L’ingresso di animali

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