Iniziamo con il dire che: La Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) è il nuovo documento che regola la prevenzione e la sicurezza contro il rischio incendi, trasformando il concetto del vecchio Certificato di Prevenzione Incendi (CPI).
La SCIA è entrata in vigore con il D.P.R. 1/8/2011 n. 151
Al nome di Certificato di Prevenzione Incendi, dopo il 2011 corrisponde unicamente un documento rilasciato dal comandante provinciale, il cui scopo è unicamente quello di notiziare il titolare di una attività classificata in categoria C dell’avvenuto controllo postumo la presentazione della SCIA con esito positivo.
Il nuovo CPI, quindi, non ha niente a che vedere, anche se ne conserva tale denominazione, con il precedente concetto di provvedimento autorizzatorio nei poteri del comandante provinciale dei Vigili del fuoco.
La SCIA antincendio deve essere presentata ogni qualvolta si inizia o si modifica un’attività soggetta ai controlli di prevenzione incendi.
Fatta questa doverosa e complicata premessa, parliamo del registro di prevenzione incendi.
Tutti gli esercizi devono tenere un registro che attesti la manutenzione degli impianti antincendio indicati nei vecchi CPI o nelle nuove SCIA. Il registro non ha un formato standard, ma deve contenere:
- I dati del sito
- Il riferimento al vecchio CPI o alle nuove SCIA
- Il nominativo del referente antincendio
- La registrazione delle attività di manutenzione degli impianti come normato dalle UNI.
Il registro dovrebbe essere unico e gestito dal responsabile di prevenzione incendi, ma spesso si verifica che ci siano più registri tenuti dalle diverse ditte (come nel caso di eventuali “spacchettamenti” contrattuali di appalto di tipologie di impianto).
In questo caso, per avere una visione completa delle attività svolte, bisogna consultare tutti i registri disponibili. Inoltre, il registro deve contenere anche le informazioni sui corsi di formazione del personale antincendio e le prove di evacuazione, che sono di competenza del RSPP del datore di lavoro.
Il format del registro antincendio non è regolamentato (al momento) da nessuna normativa.
E’ importante in ogni modo registrare:
- Il numero di scheda di riferimento con i dettagli dell’intervento
- La data di conclusione
- Il responsabile dell’attività
- L’esito dell’intervento (positivo o negativo).
In questi anni di lavoro ho visto molti registri antincendio strutturati in maniere completamente diverse, daltronde, se tutti sono d’accordo nell’utilizzo di quel registro , ci si adegua.
Personalmente preferisco il registro antincendio della Buffetti (Codice: 3226N9800), semplicemente perchè a mio avviso, più consultabile. Ma, ribadisco il concetto: Nulla vieta di fare direttamente in word o in excel un vostro format da stampare. L’unico obbligo, come detto, è quello che il registro deve esserci, deve essere aggiornato e deve essere consultabile dalle autorità competenti in caso di incidenti e incendi.
Procedo in ogni modo considerando il Buffetti:
La prima pagina è dedicata ai dati dell’impianto e al referente antincendio dell’esercizio.
Troviamo poi una serie di “sezioni” ognuna dedicata ad una tipologia di impianto (da riportare nella riga “Tipo”).
All’interno di ogni sezione è disponibile una tabella in cui registrare le singole attività.

Troviamo quindi:
La Sezione 1 – Impianti di allarme
Impianti di rivelazione gas esplosivi (CH4 o JP8)
Impianti EVAC o Sirene di evacuazione
La Sezione 2 – Rilevazione e segnalazione automatica incendi
Impianti di rivelazione fumi
La Sezione 3 – Presidi antincendio
Armadi attrezzature antincendio
La Sezione 4 – Impianti antincendio fissi
Idranti
Gruppo di pompaggio
Sprinkler
Impianti di spegnimento a gas
Impianti di spegnimento a schiuma
La Sezione 5 – Estintori
Estintori
La Sezione 6 – Sistemi di ventilazione e di evacuazione fumi e calore
Filtri fumo
Smoke out
La Sezione 7 – Impianto elettrico di sicurezza: Gruppi elettrogeni
Gruppi elettogeni a servizio di impianti di sicurezza
La Sezione 8 – Impianto elettrico di sicurezza: Gruppi di continuità (UPS e Soccorritori)
UPS o Soccorritori a servizio di impianti di sicurezza
La Sezione 9 – Impianto elettrico di sicurezza: Rete e distribuzione
Verifica del funzionamento dei pulsanti di sgancio
La Sezione 10 – Impianto di illuminazione di sicurezza: Lampade di emergenza
Lampade di emergenza
La Sezione 11 – Porte ed elementi di chiusura con requisiti di resistenza al fuoco (R.E.I.)
Porte REI
Uscite di sicurezza
Serrande tagliafuoco
Compartimentazioni REI (Pareti, sacchetti e collari)
Attenzione! Le norme UNI stabiliscono le modalità e la frequenza di manutenzione di ogni presidio antincendio: il tecnico specializzato dovrà quindi adattare i controlli in base al presidio installato.
Sono certo che l’abbinamento degli impianti alle sezioni porterà a delle osservazioni da parte vostra ma come detto, visto che non esiste una regolamentazione sul metodo, l’importante è registrare.
Sin qui sembra tutto facile, ma arriviamo a quel “maledetto flag” da mettere su esito negativo o positivo. Come comportarsi?
Un esito positivo sul registro antincendio significa che abbiamo adempiuto a tutti gli obblighi previsti dalla normativa vigente in materia di prevenzione incendi, garantendo la sicurezza dei lavoratori e dei beni aziendali. Un esito negativo, invece, significa che ci sono delle lacune o delle non conformità da sanare, al fine di evitare possibili sanzioni o conseguenze più gravi.
Con questa condizione, ho visto gente sudare nel pensare a quale esito flaggare. Per una porta REI con il maniglione rotto su 300 porte presenti, segnalo negativa la verifica?
Credo che un buon modo è quello di stabilire, con il datore di lavoro, un metodo di gestione delle verifiche antincendio e di compilazione dell’esito.
Possiamo accordarci in modo che, durante le visite degli specialisti antincendio, le piccole anomalie, vengano risolte nell’immediato e consuntivate a fine visita (Es: Un estintore scarico, un sensore guasto, una manichetta rotta ecc..).
E’ utile farsi dare dal cliente un limite di spesa entro il quale gestire a consuntivo le anomalie.
In questo modo, la visita finirebbe comunque con un esito “positivo”.
Le anomalie più gravi (reperimento di materiale o costi da preventivare) porterebbero un esito “negativo” da sanare (in breve tempo) sul registro antincendio con la registrazione di una manutenzione straordinaria che riporta lo stato alla positività.
Quando riscontrate un’anomalia grave che provoca il fuori servizio di un impianto, avvertite immediatamente l’RSPP del cliente per attuare eventualmente azioni di copertura alternative e garantire comunque la sicurezza

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