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CEI 11-27:2025 – Nuovi ruoli e responsabilità nei lavori su impianti elettrici

Mar 1, 2026 | Leggi e normative

Dal 1° novembre 2025 è entrata in vigore la sesta edizione della norma CEI 11-27 “Lavori su impianti elettrici”, pubblicata dal Comitato Elettrotecnico Italiano.

L’edizione 2021 resterà applicabile fino al 29 maggio 2026 in regime transitorio, ma è evidente che la nuova versione rappresenta un passaggio importante nella gestione organizzativa dei lavori elettrici.

La norma costituisce il riferimento tecnico per la sicurezza nelle attività sugli impianti elettrici, comprese le lavorazioni non elettriche svolte in prossimità di parti attive. Non si limita a indicare misure tecniche: definisce un modello organizzativo chiaro, nel quale ruoli, responsabilità e gestione del rischio devono essere coerenti e tracciabili.

Ed è proprio su questi aspetti che si concentrano le novità più significative.


Nuove denominazioni, responsabilità più esplicite

La CEI 11-27:2025 interviene in modo deciso sulla definizione delle figure coinvolte nei lavori elettrici. Non si tratta semplicemente di aggiornare sigle, ma di chiarire la catena decisionale.

La figura dell’URI prevista nella precedente edizione viene sostituita dal GI – Gestore dell’Impianto elettrico. È il soggetto che assume la responsabilità complessiva dell’impianto durante il normale esercizio. Può coincidere con il proprietario, con il datore di lavoro o con un delegato formalmente incaricato. A lui spetta la pianificazione e la programmazione della manutenzione, con l’obiettivo di garantire efficienza e sicurezza dell’impianto.

Il RI – Responsabile dell’Impianto viene designato dal GI per la conduzione dell’impianto durante le attività lavorative. È necessariamente una PES e rappresenta il riferimento tecnico durante l’esercizio operativo.

La precedente URL diventa GL – Gestore della Programmazione del Lavoro. È la figura che organizza e pianifica il lavoro elettrico, verificando che il personale coinvolto sia adeguatamente formato e qualificato. Non è un ruolo puramente amministrativo: è un presidio tecnico sulla competenza.

Il “Preposto ai Lavori” (PL) viene sostituito dal RLE – Responsabile del Lavoro Elettrico. Questa è la figura operativamente più esposta. Il RLE è responsabile della gestione concreta delle attività e del loro svolgimento in sicurezza. Deve essere una PES con esperienza consolidata e deve essere presente sul luogo di lavoro. In caso di avvicendamento, la norma richiede un chiaro trasferimento delle responsabilità.

Infine viene formalizzata la figura del LAV – Lavoratore, che esegue l’attività secondo le indicazioni ricevute dal RLE.

Nelle organizzazioni di dimensioni ridotte, GL e RLE possono coincidere nella stessa persona. Ma la concentrazione dei ruoli non riduce il livello di responsabilità richiesto.


Un allineamento più chiaro con la norma europea

La nuova impostazione si avvicina maggiormente alla struttura prevista dalla EN 50110-1:2023, che introduce figure analoghe come Installation Manager, Operation Controller e Work Controller.

Questo allineamento non è solo formale. Significa adottare una logica più lineare nella gestione dei lavori elettrici, rendendo compatibile l’organizzazione italiana con il contesto europeo, soprattutto negli impianti industriali complessi e nelle aziende strutturate.


PES, PAV, PEI e PEC: continuità nella qualificazione delle persone

La CEI 11-27:2025 conferma le figure di PES (Persona Esperta), PAV (Persona Avvertita), PEI (Persona Idonea ai lavori sotto tensione) e PEC (Persona Comune).

Resta fermo il principio che è il Datore di Lavoro ad attribuire la qualifica di PES o PAV, valutando istruzione, esperienza maturata e caratteristiche personali. La formazione specifica rappresenta uno strumento essenziale, ma non è l’unico elemento di valutazione. La responsabilità resta organizzativa.

La PEI mantiene la propria specificità per i lavori sotto tensione, con i moduli formativi previsti. Questo conferma un punto fondamentale: lavorare in tensione non è un’estensione automatica della qualifica di PES. È una competenza aggiuntiva che richiede addestramento dedicato.


Le zone di lavoro elettrico nella CEI 11-27:2025

Accanto alla ridefinizione dei ruoli, la norma interviene anche sul tema delle zone di lavoro elettrico, rafforzando l’allineamento con la EN 50110-1:2023.

Le tre aree fondamentali restano: zona di lavoro sotto tensione, zona prossima e zona libera. Non cambia il principio tecnico delle distanze limite e delle distanze di vicinanza, ma viene chiarita e rafforzata la gestione organizzativa di queste aree.

La zona sotto tensione identifica l’area in cui sono presenti parti attive accessibili e dove si applicano procedure specifiche e personale idoneo ai lavori in tensione. La zona prossima è l’area in cui esiste il rischio di avvicinamento pericoloso alle parti attive: non è una zona neutra, ma uno spazio che richiede consapevolezza del rischio e qualifica adeguata. La zona libera è l’area esterna alla distanza di vicinanza, dove non sussiste rischio diretto legato alla distanza.

La novità della 2025 non è tanto geometrica quanto gestionale. Viene ribadita con maggiore forza la necessità di valutare preventivamente le zone e, quando richiesto, delimitarle in modo chiaro e riconoscibile. La classificazione dell’area di lavoro deve rientrare nella pianificazione dell’attività e nelle responsabilità organizzative definite dalla norma.

In ambito industriale, soprattutto in cabine MT/BT, quadri aperti o ambienti con parti attive non completamente segregate, questo passaggio diventa determinante. La norma rafforza un concetto semplice ma spesso trascurato: la sicurezza elettrica non dipende solo dalla tecnica di intervento, ma dalla gestione consapevole dello spazio in cui si opera.


Implicazioni pratiche per la manutenzione industriale

La CEI 11-27:2025 non rivoluziona la tecnica operativa dei lavori elettrici. Introduce però un rafforzamento della struttura organizzativa.

Nei contesti industriali complessi – centrali elettriche, impianti di processo, grandi stabilimenti – la gestione dei lavori elettrici coinvolge spesso più squadre, appalti, subappalti e attività interferenti. In questi scenari la chiarezza dei ruoli non è un formalismo: è prevenzione.

Non basta nominare una figura. Occorre che sia chiaro chi:

  • risponde dell’impianto nel suo complesso,
  • conduce l’impianto durante i lavori,
  • programma e verifica le competenze,
  • supervisiona operativamente,
  • esegue materialmente l’attività.

Quando questa catena è definita e compresa, la sicurezza cresce. Quando è ambigua, il rischio aumenta.

Per chi gestisce la manutenzione tramite procedure strutturate o sistemi digitali, questo significa integrare correttamente designazioni, permessi di lavoro e responsabilità operative nei flussi organizzativi.

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