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La Trasmittanza di un edificio

Nov 4, 2023 | Ambiente

Una cosa interessante da fare, se volete “tirarvela” da manutentore green, è quella di verificare gli orari di accensione e spegnimento degli impianti di riscaldamento che gestite.

Spesso su gli impianti automatizzati, dove è possibile attivare gli impianti di riscaldamento ad orari, si va un po’ a naso e si sente spesso dire:

“accendi alle 5 perchè i primi entrano alle 7. Almeno trovano già l’ambiente caldo”

“Spegni alle 20 perchè quel dirigente fa sempre tardi alla sera”

Il manutentore classico, a questo punto, direbbe: “lega l’asino dove vuole il padrone”. Ma il manutentore green, dice NO.

Per poter dire no, però, bisogna dotarsi di data logger che leggono e registrano la temperatura per lunghi periodi.

A questo punto, faccio anche della pubblicità, e metto la foto di quelli che ho sempre utilizzato.

Tinytag Plus 2 Gemini – Prezzo indicativo 250€

Vi consiglio di comprare il modello senza display perché lo strumento non diventi appetibile per le persone che circolano negli ambienti in cui dovete lasciarlo in misura.

L’uso del data logger è davvero semplice:

Si deve innanzi tutto collegare al PC tramite un suo cavo (Compratene uno, o due al massimo, a prescindere dal numero di data logger che acquistate, perché è un po’ costoso. Circa 50€).

La connessione al PC e il software in dotazione vi permetteranno di programmare il data logger inserendo:

  • La descrizione dell’ambiente in cui intendi misurare (Es: Ufficio 21 – 7° piano – Lato Nord)
  • L’intervallo delle misure (se dovete misurare delle temperature per, ad esempio, una settimana, vi consiglio di impostare una lettura ogni 30 minuti)

A questo punto, staccate semplicemente il data logger dal PC e lui inizierà a misurare e registrare (quando termina la memoria, continuerà in modalità di sovrascrittura).

Consiglio, nel caso dobbiate programmare più data logger, di scrivere, su un pezzo di nastro di carta, la posizione che avete inserito (Es: Ufficio 21 – 7° piano – Lato Nord) e di attaccarlo sullo strumento per non perdere l’abbinamento.

Facciamo ora un esempio pratico e facciamo finta di avere solo 4 data logger per voler verificare nel tempo la temperatura e umidità di un edificio/ufficio completamente ad un piano.

Personalmente, prenderei come punti di misura i 4 punti cardinali (Nord – Sud – Est e Ovest). Poi considererei l’altezza e quindi cercherei dei punti nei quali fissarlo a 1,4 / 1,6 m. (considerando queste altezze quelle più percepite dagli impiegati)

A questo punto, mi dovrò assicurare che nelle immediate vicinanze non ci sia una fonte di calore (condizionatori, radiatori, bocchette) che possa falsare la misura.

Solitamente avverto un responsabile di piano quello che sto facendo e mi raccomando di non far toccare gli strumenti.

Nei giorni di misura, conviene sempre comprendere nel monitoraggio il fine settimana perché, solitamente, durante il week end, gli impianti sono spenti ed Il lunedì impiegheranno più tempo a raggiungere la temperatura desiderata.

Bene, è passata una settimana, ritirate i data logger e ricollegateli al PC per scaricare i dati.

Il software dello strumento vi darà la possibilità di vedere le misure e qualche grafico, ma se volete lavorarci, dovete importare tutto in excel.

Per continuare l’articolo, ho trovato solo un grafico di una vecchia analisi fatta nel 2022. In questo caso sono stati posizionati 8 data logger su due piani differenti (4+4)

Se andiamo ad analizzare solo la parte centrale, vediamo una linea verde di accensione impianto posizionata intorno alle 5 e 30 e che, tutte le zone misurate, arrivano sopra il set point di 19°C (linea orizzontale marrone) intorno alle 9:30 del mattino.

Specifico che il set a 19°C, in questo caso, era dovuto alla richiesta del Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani, motivato dalla crisi energetica causata dalla guerra Russia / Ucraina nell’inverno del 2022

Proseguendo sull’asse delle ascisse, vediamo poi un’ora di spegnimento tra le 12:00 e le 13:00 dove, probabilmente per un’esposizione al sole, in due zone, la temperatura continua ad aumentare (linee arancione e grigia).

Continuando ad osservare, vediamo che, con la seconda linea rossa, l’impianto si spegne alle 18:30. Le temperature scendono sotto il set point intorno alle 21:00.

Dagli estremi del grafico nelle misure della sera prima e della mattina dopo, abbiamo indicativamente una conferma delle ipotesi fatte per la parte centrale.

Quindi, cosa dire?

Lo stato di fatto era: 05:30 – 12:00 e 13:00 – 18:30 con 12 ore di riscaldamento acceso

La proposta che è stata fatta al cliente è stata quella di un orario very green di:

05:00 – 11:00 e 14:00 – 17:00 con 9 ore di riscaldamento

e dopo qualche giorno di prove, siamo arrivati ad un dignitoso orario di:

04:45 – 11:00 e 13:30 – 17:15 con 10 ore di accensione.

Considerate ora il risparmio di 2 ore al giorno per una stagione invernale di circa140 giorni, senza disservizi di comfort, e a quel punto, potete tirarvela da vero manutentore green.

Di seguito una seconda analisi fatta su un singolo ufficio. Anche in questo caso si nota come, l’inerzia termica dell’edificio, mantiene la temperatura in un orario non necessario.

Altro grafico con misura singola

Se volete dare qualità alla vostra analisi (ISO 9001), gli strumenti utilizzati, dovrebbero essere corelati di certificazione di taratura abbastanza recente.

La parola che salta fuori sicuramente, facendo questo tipo di analisi, è la trasmittanza di un edificio e vediamo cos’è:

La trasmittanza termica “U” è il parametro che viene utilizzato per calcolare le dispersioni termiche che hanno luogo attraverso l’involucro di un edificio.

In altre parole, rileva la quantità di calore che, in un certo lasso di tempo ben definito, attraversa un elemento avente superficie pari ad 1 mq, in presenza di una differenza termica di 1 K tra esterno e interno.

Di fatto, quando lo spessore della superficie diminuisce, il valore della trasmittanza termica aumenta. Ne consegue pertanto che quegli edifici con una trasmittanza termica molto bassa, sono in grado di offrire un isolamento termico molto elevato.

Per calcolare la trasmittanza termica si utilizza l’unità di misura W/m2K che indica i watt, ovvero il flusso di energia che viene disperso attraverso 1 mq di superficie in presenza di una differenza termica di 1 grado Kelvin tra interno ed esterno.

i valori della trasmittanza sono stabiliti per la norma UNI 10351:2021 e tali valori variano in base alle diverse zone climatiche.

  • Zona climatica A: U=2,60 W/m2K
  • Zona climatica B: U=2,60 W/m2K
  • Zona climatica C: U=1,75 W/m2K
  • Zona climatica D: U=1,67 W/m2K
  • Zona climatica E: U=1,30 W/m2K
  • Zona climatica F: U=1,00 W/m2K

Anche in questo caso esistono strumenti che ci aiutano nella misura della trasmittanza

Conclusione:

Quello che vorrei far passare con questo articolo è il messaggio che, il vecchio manutentore che “lega l’asino dove vuole il padrone”, è fuori mercato e che a volte basta solo un pochino di iniziativa e volontà nel fare quel gradino in più e differenziarsi dal resto, con altre prospettive di mercato.

Consiglio la lettura dei seguenti articoli: “Benessere ambientale e qualità dell’aria” – “Che cosa vuol dire essere un manutentore” e “Com’è cambiata la manutenzione in questi ultimi anni

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