(l’uso parziale delle normative UNI è di tipo “Uso ragionevole o leale” ai soli fini di insegnamento)
Che cosa è un impianto sprinkler?
Un impianto sprinkler è un sistema automatico di estinzione a pioggia formato da un numero prestabilito di erogatori o spruzzatori d’acqua solitamente installato in un impianto, fabbrica o magazzino.
È una misura di protezione attiva che viene concepita con la finalità di rilevare la presenza di un incendio, di estinguerlo o di tenerlo sotto controllo per permetterne l’estinzione con altri mezzi. Gli sprinkler possono agire in concomitanza con idranti certificati (UNI 45 e 70), estintori e altri strumenti.
I fori degli sprinkler sono rivestiti da una componente sensibile alla temperatura che si attiva una volta superata una determinata soglia di calore (di solito tra 68 e 74 °C), lasciando libero il passaggio alla fuoruscita dell’acqua. Quando si attiva il rilascio del getto d’acqua, un deflettore permette al liquido di polverizzarsi in gocce scaricando l’acqua sull’area in modo omogeneo limitando i danni che potrebbe causare l’impatto dell’acqua.
Esistono tre tipologie di impianti sprinkler studiate per rispondere ad esigenze diverse. Qui di seguito li elenchiamo illustrando in quali casi applicare ogni sistema.
- Sistemi a umido: nelle tubature scorre acqua in pressione. Limiti di questa opzione: può essere limitata dalle condizioni ambientali o in caso di impianti all’aperto in cui le temperature sono inferiori a 4ºC (in tal caso nelle tubature dovrebbe scorrere acqua e miscele antigelo).
- Sistemi a secco: nelle tubature è presente aria in pressione che determina (una volta attivati gli sprinkler) la fuoriuscita di acqua dagli ugelli. È il sistema da scegliere quando si opera a basse temperature per evitare il congelamento dell’acqua.
- Sistemi a diluvio: gli erogatori sono privi di tappi ed elementi termosensibili. Questo perché la valvola risponde a un sistema di rilevazione di incendi separato. L’acqua fuoriesce da tutti gli erogatori contemporaneamente e si trova depositata al di sopra della valvola. Questa tipologia di sprinkler è pensata per tutti quei centri e fabbriche in cui esiste il rischio che si producano incendi importanti che richiedono gettiti di grandi quantità di acqua per essere estinti.
Semplifichiamo molto il funzionamento di uno sprinkler:
Dalla centrale antincendio, quindi collegati al gruppo di pressurizzazione (elettropompa / motopompa), vengono allacciate delle tubazioni (solitamente per zone)

Queste tubazioni vengono poi distribuite e diramate a copertura delle aree da proteggere

Su queste tubazioni vengono poi montate le cosiddette testine dello sprinkler.
Le testine sono provviste di un’ampolla costruita per rompersi al superamento di determinate temperature

Dovete sapere che, Il colore del bulbo, corrisponde ad una temperatura di rottura. Chi decide questa temperatura è il progettista dell’impianto, dichiarandola sulla SCIA. Fate attenzione perché, a volte, le zone possono avere ampolle di colori diversi a seconda della classe di rischio incendio.

Per fare un esempio pratico: in un reparto le cui attività sono quelle di “forni per la verniciatura” si installeranno testine verdi o blu in considerazione che, un incendio, porti comunque l’ambiente a temperature superiori.
Durante un incendio, la temperatura sale, l’ampolla si rompe, l’acqua inizia ad uscire.

La particolare valvola in centrale su cui è collegato il ramo si “accorge” della differenza di pressione dovuta all’apertura di una testina e mette in comunicazione l’impianto del gruppo di pressurizzazione (partenza delle pompe antincendio) con il ramo su cui è avvenuto l’incendio (Es: parcheggio interrato zona sud)

La campana di un impianto sprinkler altro non è che un batacchio azionato dal passaggio dell’acqua che fa suonare un corpo metallico (Tipo le vecchie sveglie) che quindi, avverte quando un ramo dell’impianto si è attivato.

Altra particolarità da non trascurare di un impianto sprinkler è quella dello staffaggio delle tubazioni
L’impianto, nel momento dell’attivazione è soggetto ai cosiddetti “colpi di ariete” dovuti alle pressioni di lavoro. Le tubazioni devono essere per cui in grado di “muoversi” per evitare di subire forti sollecitazioni meccaniche.
In un impianto sprinkler infatti non vedrete mai un classico sistema di fissaggio delle tubazioni, ma quasi sempre il classico “collare a pera” che lascia libertà di movimento alla tubazione

Per questo motivo, (tubazioni soggette a movimento), nelle check list manutentive sugli sprinkler viene attenzionato il controllo degli staffaggi e delle tubazioni stesse.
La manutenzione di un impianto sprinkler deve essere fatta, secondo la UNI EN 12845, ogni tre mesi ed ogni sei mesi con attività diverse e comprende anche controlli e verifiche sul gruppo di pompaggio.
Per una prova reale di apertura di una testina e la verifica del sistema di attivazione si installa sempre alla fine di un ramo la testina di prova (sprinkler test).
Questa è una normale testina, sezionata da una valvola, con l’ampolla rotta ed un manometro che ci consente di verificare la pressione di lavoro.


Per la UNI 12845 un impianto sprinkler deve avere delle testine di scorta che deve essere verificata trimestralmente.
- 6 per gli impianti LH – (pericolo lieve)
- 24 per gli impianti OH – (pericolo ordinario)
- 36 per gli impianti HHP e HHS – (pericolo alto)

Per verificare la classe di pericolo incendio, dovete consultare l’appendice A della norma UNI 12845 che definisce vari ambienti in categorie e ulteriori sottocategorie (OH1, OH2, OH3, OH4. HHP1, HHP2 ecc..)
Vedi esempio:


La garanzia richiesta dalla UNI 12845 sulla portata e pressione necessaria al livello di pericolo è espressa in una tabella specifica della norma stessa:

Un’ulteriore tabella indica poi la durata di erogazione minima richiesta:


0 commenti