L’impianto di terra è un sistema di sicurezza che consiste in un cavo (di colore giallo e verde secondo la norma) che collega tutte le parti metalliche delle apparecchiature elettriche (lavatrice, lavastoviglie, lampada ecc.) a una piastra metallica infissa nel terreno (detta dispersore). In questo modo, se si verifica una dispersione di corrente in un’apparecchiatura (vedi l’articolo su interruttori differenziali), il cavo di terra la convoglia verso il dispersore, evitando il rischio di folgorazione per le persone che toccano l’apparecchiatura. L’impianto di terra comprende quindi diversi elementi: i fili di terra, che sono collegati alle masse metalliche delle apparecchiature; i collettori di terra, che sono delle piastre a cui si raccolgono i fili di terra provenienti da varie zone dell’impianto; e i dispersori, che sono delle piastre o dei pali metallici conficcati nel terreno e collegati ai collettori.

Cosa può succedere se un filo di corrente dovesse entrare in contatto per un guasto con la massa metallica di una lavatrice?

Nella figura a sinistra si vede cosa succede senza impianto di terra: la corrente passa attraverso il corpo umano, causando danni gravi o mortali. Nella figura a destra si vede invece cosa succede con impianto di terra: la corrente passa attraverso il cavo di terra, che offre una resistenza molto inferiore a quella del corpo umano, e viene scaricata nel terreno.
Per verificare se l’impianto di terra è efficace, bisogna misurare il valore della resistenza di terra, cioè la resistenza che oppone il terreno al passaggio della corrente. La norma CEI 64/08 stabilisce che la massima tensione di contatto UL (per una frequenza di 50 Hz) sopportabile da un uomo è di:
UL = 50 V in condizioni ordinarie
UL = 25 V in condizioni particolari (esempio in ambienti medici)
Questi valori indicano il limite massimo della tensione che si può avere tra una parte metallica dell’apparecchiatura e il terreno. Per calcolare la resistenza di terra massima ammessa, bisogna usare la formula della Legge di Ohm:
Rt = UL / Idn
dove Idn è la corrente differenziale nominale dell’interruttore differenziale installato nell’impianto. L’interruttore differenziale è un dispositivo che rileva la differenza tra la corrente che entra e quella che esce dall’impianto e interrompe il circuito se questa differenza supera un certo valore (Idn), indicando una perdita di corrente. Il valore di Idn può essere diverso a seconda del tipo di interruttore e dell’ambiente in cui è installato. Nella tabella seguente si riportano i valori della resistenza di terra massima ammessa in funzione del valore di Idn per rispettare i limiti della UL definiti dalla CEI 64/08.
| Idn (A) | Rt (ohm) per UL = 50 V | Rt (ohm) per UL = 25 V |
|---|---|---|
| 0.03 | 1666.67 | 833.33 |
| 0.1 | 500 | 250 |
| 0.3 | 166.67 | 83.33 |
| 0.5 | 100 | 50 |
| 1 | 50 | 25 |
Per misurare la resistenza di terra, si usa uno strumento apposito chiamato terrimetro, che genera una corrente nota e misura la tensione tra il dispersore e un punto del terreno a una certa distanza. Il rapporto tra la tensione e la corrente dà il valore della resistenza di terra.
Nel caso di più interruttori differenziali in cascata, il valore DEVE essere sempre calcolato sull’Idn più alta.
Detto questo, quali sono le prove che si devono eseguire su un impianto di terra?
Sicuramente quella di controllare che tutti i conduttori di terra siano effettivamente collegati al dispersore di terra. (Verifica della continuità elettrica dei conduttori di terra)
Questa prova va eseguita una volta all’anno.
Per farla si mette un puntale di un normale tester in misura di Ohm collegato ad un collettore di terra e poi, con una matassa di cavo, si verifica la continuità delle varie masse metalliche con l’altro puntale.
Per la modulistica serve una tabella DA: A: ed un esito “si” e “no” (non servono valori in ohm)
La prova va eseguita a campione quindi sta a voi definire i punti di verifica.
Un esempio potrebbe essere quello di:
MODULO PROVA CONTINUITA IMPIANTO DI TERRA
DA: quadro elettrico uffici 1° Piano A: Prese uffici Esito: Positivo
DA: quadro elettrico uffici 1° Piano A: Lampade Esito: Positivo
DA: quadro elettrico Garage A: Prese garage Esito: Positivo
DA: quadro centrale termica A: Pompe UTA Esito: Positivo
DA: Collettore cabina A: Quadro garage Esito: Positivo
E così via.
Per questa prova lo strumento deve essere certificato e tarato per qualità aziendale e non per legge.
Considerate le misure elettriche, il personale deve essere PES.
Essendo l’impianto di terra fondamentale per la sicurezza delle persone, un impianto di terra, deve essere certificato da un ente certificatore.
Queste verifiche certificate e la frequenza delle verifiche dipendono esclusivamente dal tipo di ambiente di installazione. (DPR 462/01)

Solo quando ci sono ambienti di tipologie diverse che hanno impianti di terra distinti e separati possiamo pensare di fare le verifiche con frequenze diverse.
L’ente verificatore deve essere ingaggiato e le prove durano più giorni.
Viene fatta una verifica documentale (Vedi colonna 2 della tabella) dell’impianto
Vengono verificati a campione gli interventi dei differenziali con l’uso dello strumento
Viene misurato il valore in Ohm dell’impianto e viene controllato il coordinamento con le correnti differenziali.
Durante le prove dei differenziali verranno creati disservizi per lo sgancio. Spesso il cliente richiede queste verifiche in orari notturni o nel week end per evitare fermi produttivi.
È bene, prima dell’arrivo degli ispettori, verificare la documentazione ed almeno garantire la pulizia del collegamento alle puntazze di terra perché anche se interno ad un pozzetto stradale, è a tutti gli effetti esposto alle intemperie.
Evitare punti di ruggine è importante per non aumentare il valore della resistenza ed è infatti buon uso ricoprire il collegamento con della vasellina.
Lo strumento utilizzato dall’ente deve essere certificato e tarato, eventualmente per VOSTRA qualità (infatti non sempre gli enti sono disponibili al rilascio di questa documentazione).


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