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Leggi, norme e certificazioni

Set 23, 2023 | Leggi e normative

Molto spesso nella manutenzione si parla di legge, e di normative. Chiariamo che, per legge, bisogna fare alcune attività obbligatorie indicate nei vari Decreti (presidenziali, legislativi, Ministeriali). Per tutto il resto, la legge, stabilisce testualmente che gli impianti devono essere condotti a regola d’arte.

Siccome non esiste un vero documento che spiega la “regola d’arte”, le aziende si affidano a delle normative (tra le più note ci sono le UNI e le CEI) per poter affermare “Ho seguito la regola dell’arte applicando le normative”.

Nel mondo di leggi e normative si entra davvero in un labirinto di competenze tra Stato, Regioni, provincie e a volte anche comuni.

Se volete capire approfonditamente tutto, non avvilitevi e mettete il cuore in pace: È quasi impossibile.

  • norma internazionale (ISO)
  • norma europea (EN)
  • norma nazionale (UNI).

Nel mondo degli impianti possiamo classificare le normative più applicate in due grandi famiglie:

Le normative UNI che regolamentano la maggior parte degli impianti antincendio e meccanici e le normative CEI che regolamentano gli impianti elettrici.

Per consultare i siti ufficiali delle norme si deve pagare un abbonamento che, sinceramente, ha un costo elevato per chi vuole approfondire le proprie conoscenze professionali a livello personale.

Le alternative sono quindi quelle di comprare libri (come ad esempio, la serie delle guide blu di Tuttonormel per le norme CEI)

Per le norme UNI sugli impianti antincendio si possono consultare le linee guida di ANIMA che si trovano sul sito e sono gratuite, scaricabili in .pdf e specifiche per ogni tipologia di impianto antincendio.

Linea guida rossa:

Linea guida gialla:

Ovviamente controllate sempre le date di pubblicazione per gli aggiornamenti normativi.

Se invece pensate di avventurarvi in ricerche internet, fate molta attenzione.

Spesso si trovano informazioni riportate, opinioni, interpretazioni contraddittorie, articoli datati con norme obsolete ecc.” In pratica, state attenti a verificare la fonte e l’aggiornamento dei dati.

Se posso permettermi un consiglio, visto che probabilmente avrete modo di confrontarvi con tecnici operativi, chiedete e siate curiosi, fate le stesse domande a più persone perchè spesso, la confusione è anche tra loro.

Possiamo chiudere l’argomento normative con una sfida che possiamo chiamare: ALLA RICERCA DELLA VERITA’.

Ora vediamo un altro aspetto importante da considerare in questo panorama di regolamenti e cioè le certificazioni ISO

Per semplificare, possiamo dire che:

Le certificazioni ISO sono come delle medaglie che attestano la qualità di una azienda

Per un’azienda infatti, certificarsi su queste norme dà numerosi vantaggi importanti quali:

  • evidenzia e valorizza ai clienti l’impegno continuo dell’azienda nel miglioramento continuo dei propri standard;
  • consente all’azienda di partecipare ed avere un punteggio maggiore nelle gare che le aziende pubbliche e private fanno per scegliere i fornitori;
  • aumenta il valore dell’azienda sul mercato attraverso il miglioramento della propria credibilità e immagine;
  • diffonde all’interno dell’organizzazione una cultura orientata alla presa di decisioni basata su fatti concreti e misurabili;
  • consente di ottenere sgravi assicurativi INAIL importanti per le aziende che si certificano sulla norma UNI EN ISO 45001:2018;
  • coinvolge i dipendenti nel miglioramento dei processi nell’ambito dei quali lavorano, generando in loro maggiore impegno e soddisfazione.

Cito di seguito le più comuni, ma ce ne sono tantissime:

  • UNI EN ISO 45001:2018 > SICUREZZA ED INCOLUMITÀ DEI LAVORATORI
  • UNI EN ISO 14001:2015 > AMBIENTE
  • ISO 9001:2015 > QUALITÁ
  • AS/EN 9100 > QUALITA’ NELL’ INDUSTRIA AEROSPAZIALE
  • UNI CEI EN ISO 50001:2018 > GESTIONE DELL’ENERGIA
  • ISO IEC 27001:2013 > SICUREZZA DELLE INFORMAZIONI
  • ISO 37001:2016 > ANTICORRUZIONE
  • SA 8000:2014 > RESPONSABILITA’ SOCIALE DI IMPRESA.

Ma come funzionano?

Molto brevemente:

Un’azienda chiede di essere certificata con la ISO xxy.

Viene redatto un piano di certificazione sulla base delle linee guida certificative ISO e quindi si scrivono letteralmente le procedure (gestionali, operative, documentali) che devono essere seguite in azienda per soddisfare quella certificazione. Viene poi eseguita la formazione di tutto il personale.

Appena tutto pronto, un auditore viene a verificare che tutto sia applicato e gestito a dovere e rilascia la certificazione ISO all’azienda.

Annualmente, vengono poi eseguiti audit di verifica e mantenimento (sia documentali che operativi) della certificazione.

Detta così sembra tutto facile, ma non lo è affatto.

L’auditore, nelle sue verifiche, può riscontrare anomalie di gestione sulla base del piano di certificazione e quindi, nel verbale di fine audit, segnala delle osservazioni o delle non conformità. E’ poi dovere dell’azienda risolvere quello che il verificatore ha segnalato. La risoluzione verrà infatti verificata nell’audit successivo.

In caso di non conformità gravi o non gestite, l’azienda rischia di perdere la certificazione con danni di immagine e danni economici non irrilevanti.

Potrebbe addirittura succedere che, se l’azienda ha vinto un appalto in cui era vincolante il possesso della ISO 9100, l’azienda, senza la ISO 9100, possa perdere l’appalto (comprensibile quindi l’origine dell’ansia nel gestire un audit di certificazione).

Posso consigliare, dal punto di vista operativo, che, se venite a conoscenza di un imminente audit (di solito si sà), è molto importante vi facciate dire per tempo su quale ISO verrà svolto.

A quel punto concentratevi sui vari punti di controllo (sono sempre gli stessi) e controllate PERFETTAMENTE documenti e aree interessate alle visite.

AMBIENTE > Formulario rifiuti e area di deposito temporaneo + Fgas + Emissioni (prove di combustioni e rispetto di AIA o AUA) + libretti di climatizzazione (prove di efficienza) + Gestione dei prodotti chimici per il trattamento delle acque

SICUREZZA > Registro antincendio + Gestione delle apparecchiature PED + gestione delle interferenze lavori con subappalti (verbali di coordinamento) + Elenco e controllo attrezzature + Cassetta PS + Gestione muletti e PLE ecc

QUALITÀ > Tutto quello precedente + Gestione degli strumenti di misura + Contratti dei subappalti

Mi permetto infine delle opinioni strettamente personali basate sulla mia esperienza:

Un audit è a tutti gli effetti un esame per chi lo subisce e quindi mette ansia. Puoi essere un bravissimo calciatore, ma non saper tirare un rigore per emotività.

Gli auditori sono quasi sempre figure professionali pretenziose e severe.

Lo dico sottovoce ma, alcuni provano piacere nel mettervi in difficoltà ed hanno tutte le competenze per farlo.

Se posso permettermi qualche consiglio:

Non dovete dimostrare di saperne più di loro. Anche se voi avete 60 anni e l’auditore 25, non lo fate MAI.

Nel rispondere, non andate mai oltre alla domanda che vi viene posta. Limitatevi a rispondere e non divulgatevi in ulteriori spiegazioni per dimostrare la vostra preparazione. Più dite e più date modo all’auditore di approfondire.

Non cercate di giustificare un’anomalia riscontrata “arrampicandovi sugli specchi è meglio dire di aver dubbi e chiedere all’auditore chiarimenti di gestione, o tacere.

Preparate l’audit con largo anticipo coinvolgendo tutte le figure aziendali di riferimento e preparatevi su vari scenari non dimenticando però neanche la legge, parlando di leggi, di Murphy che dice brevemente: «Se qualcosa può andare storto, lo farà»

Facciamo quindi un breve riassunto:

Per fare una buona manutenzione dobbiamo seguire Leggi, Norme e Qualità aziendale. Ricordate bene queste distinzioni.

Ora vediamo cosa sta succedendo nel mondo attuale sottolineando che è una mia visione assolutamente opinabile:

Gli enti statali (INAIL, ASL, ecc.) che devono controllare Leggi, e di conseguenza Norme, sono a corto di personale e quindi fanno verifiche solo in caso di incidenti o cause assicurative.

Le ISO vengono verificate annualmente prendendo a campione solo alcune aree di lavoro delle aziende.

E quindi sono nati in maniera esponenziale gli “audit interni” che io chiamo il “Far West”.

Siamo al cospetto di frequenti audit di controllo tra aziende mandatarie verso aziende in subappalto e aziende che controllano internamente se stesse. Si eseguono quindi pre-audit di certificazione, audit di controllo contrattuale e del andamento del servizio, anche in questi casi, focalizzati per ogni ISO di certificazione.

Se pur contesto questa gestione perchè a volte è eseguita con poca preparazione da parte degli auditori ed il più delle volte a scopo vessatorio, devo ammettere che è l’unica cosa che, ad oggi, “tiene sui binari il treno” perchè è costantemente “mirata e calzata” al sito in gestione.

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