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La rivelazione fumi

Ott 15, 2023 | Antincendio

(l’uso parziale delle normative UNI è di tipo “Uso ragionevole o leale” ai soli fini di insegnamento)

Gli impianti di rivelazione fumi sono sistemi progettati per individuare la presenza di fumo o incendi in un edificio o in un ambiente specifico. Questi sistemi sono fondamentali per la sicurezza, in quanto consentono di rilevare tempestivamente l’insorgere di incendi o principi di incendio e di avviare le appropriate misure di sicurezza, come l’allarme antincendio e l’attivazione dei sistemi di spegnimento automatici.

Gli impianti di rivelazione fumi possono includere diversi componenti, tra cui:

  1. Rivelatori di fumo: Questi dispositivi sono progettati per rilevare la presenza di particelle di fumo nell’aria. I tipi più comuni di rivelatori di fumo utilizzano tecnologie come il rilevamento ottico, ionico o fotoelettrico per identificare il fumo.
  2. Centrali di controllo: La centralina di controllo è il cervello del sistema di rivelazione fumi. Raccoglie le informazioni dai rivelatori di fumo e può attivare allarmi e notifiche per avvisare le persone dell’insorgere di un potenziale incendio.
  3. Allarmi antincendio: Quando un sistema di rivelazione fumi rileva fumo o un incendio, può attivare allarmi sonori e visivi per avvisare le persone presenti nell’edificio e attivare procedure di evacuazione.
  4. Sistemi di spegnimento automatici: In alcune applicazioni, gli impianti di rivelazione fumi possono essere integrati con sistemi di spegnimento automatici come gli sprinkler o l’estinzione a schiuma per cercare di spegnere l’incendio non appena viene rilevato.
  5. Segnalatori e notifiche: Questi sistemi possono inviare segnalazioni a squadre antincendio o servizi di emergenza, così come notifiche agli occupanti dell’edificio o agli operatori di sicurezza.

Gli impianti di rivelazione fumi sono installati in una vasta gamma di ambienti, tra cui edifici residenziali, commerciali, industriali e istituzionali. La loro installazione e manutenzione periodica sono spesso regolamentate da normative locali e nazionali per garantire la sicurezza delle persone e la protezione delle proprietà in caso di incendio.

Esistono diverse tipologie di sensori utilizzati negli impianti di rivelazione fumi e antincendio. Questi sensori sono progettati per rilevare la presenza di fumo, calore o gas associati agli incendi. Ecco alcune delle tipologie di sensori più comuni:

  1. Rivelatori di fumo ottici: Questi rivelatori utilizzano un raggio di luce per rilevare la presenza di particelle di fumo nell’aria. Quando le particelle di fumo intercettano il raggio di luce, il rivelatore rileva il cambiamento e attiva l’allarme.
  2. Rivelatori di fumo ionici: I rivelatori di fumo ionici contengono una camera che contiene una piccola quantità di particelle radioattive. Quando il fumo entra nella camera, modifica la conducibilità elettrica dell’aria, attivando l’allarme.
  3. Rivelatori di fumo fotoelettrici: Questi rivelatori utilizzano una fonte di luce e un sensore fotoelettrico. Quando le particelle di fumo interferiscono con il raggio di luce, il sensore rileva la diminuzione della luminosità e scatena l’allarme.
  4. Rivelatori di calore: Questi sensori rilevano l’aumento di temperatura causato da un incendio. Possono essere di due tipi principali: termistori (che misurano la resistenza elettrica in funzione della temperatura) o rivelatori termovelocimetrici (che misurano la velocità di aumento della temperatura).
  5. Rivelatori di gas: Alcuni incendi producono gas specifici, come il monossido di carbonio o il metano. I rivelatori di gas possono essere utilizzati per rilevare la presenza di questi gas e attivare l’allarme.
  6. Rivelatori di fiamma: Questi sensori rilevano la luce ultravioletta o l’infrarosso emessa da una fiamma in un incendio. Possono essere utilizzati per rilevare incendi scoppiati in ambienti con particolari rischi, come impianti industriali.
  7. Rivelatori di temperatura lineare: Questi sensori monitorano la temperatura lungo una lunghezza specifica, come un cavo termico. Possono rilevare rapidamente cambiamenti di temperatura e sono spesso utilizzati in ambienti industriali.
  8. Rivelatori di pressione differenziale: Questi sensori possono essere utilizzati in sistemi di estinzione a schiuma o gas. Rilevano variazioni di pressione causate dall’attivazione di un sistema di spegnimento.

La scelta del tipo di sensore dipende dall’applicazione specifica e dalle caratteristiche dell’ambiente in cui è installato il sistema di rivelazione fumi e antincendio. Spesso, un sistema di rivelazione incendio combina più tipologie di sensori per aumentare l’efficacia nella rilevazione e ridurre i falsi allarmi.

I sistemi di rivelazione fumi e antincendio possono essere suddivisi in due categorie principali: sistemi convenzionali e sistemi analogici indirizzati. Queste due categorie differiscono nella loro capacità di individuare la posizione esatta del rivelatore che ha attivato l’allarme e nelle opzioni di configurazione. Ecco le principali differenze tra i due:

Sistemi Convenzionali:

  1. Zonale: I sistemi convenzionali sono zonali, il che significa che i rivelatori sono suddivisi in “zone” o “circuiti”. In caso di allarme, il sistema può identificare la zona in cui è stato rilevato un problema ma non la posizione esatta del rivelatore.
  2. Segnalazione generica: Quando un rivelatore in una zona specifica scatta l’allarme, il sistema indica solo la zona generale dell’evento, ma non specifica quale rivelatore ha scatenato l’allarme.
  3. Più economici: I sistemi convenzionali sono spesso meno costosi rispetto ai sistemi analogici indirizzati.
  4. Adatti a edifici più piccoli: Sono solitamente utilizzati in edifici più piccoli o con meno complessità, dove non è necessario individuare esattamente la posizione di un problema.

Sistemi Analogici Indirizzati:

  1. Indirizzati: Questi sistemi forniscono una capacità di indirizzamento più precisa. Ogni rivelatore è programmato con un indirizzo univoco, quindi il sistema può individuare la posizione esatta del rivelatore che ha attivato l’allarme.
  2. Individuazione precisa: Quando scatta un allarme, il sistema può fornire informazioni dettagliate sulla posizione del rivelatore che ha attivato l’allarme. Questo è utile in edifici più grandi o complessi.
  3. Migliore per edifici complessi: Sono spesso utilizzati in edifici più grandi, complessi o commerciali, dove è importante individuare rapidamente e con precisione la posizione di un potenziale incendio.
  4. Maggiore flessibilità di configurazione: I sistemi analogici indirizzati consentono una maggiore flessibilità nella configurazione e possono essere adattati alle esigenze specifiche dell’edificio.

La scelta tra un sistema convenzionale e uno analogico indirizzato dipende dalle dimensioni, dalla complessità e dalle esigenze dell’edificio in cui verrà installato il sistema di rivelazione incendio. Gli edifici più grandi e complessi tendono a beneficiare di sistemi analogici indirizzati per la loro capacità di individuazione precisa, mentre gli edifici più piccoli e semplici possono essere serviti efficacemente da sistemi convenzionali.

La UNI 11224:2019 stabilisce le modalità e la frequenza con cui tali impianti devono essere ispezionati e manutenuti al fine di garantire il loro corretto funzionamento e la sicurezza degli occupanti dell’edificio. Questa norma è stata sviluppata per assicurare che gli impianti di protezione antincendio siano sempre pronti a rispondere in caso di emergenza.

Ma vediamo letteralmente cosa si deve fare per verificare normativamente un impianto di rivelazione fumi:

Nel caso di un sistema convenzionale i dispositivi e gli azionamenti devono essere provati annualmente al 100% ad ogni controllo, già a partire dal primo intervento.

Nel caso di sistema analogico indirizzato, il controllo periodico deve essere effettuato con una frequenza variabile in funzione dell’anzianità dell’impianto calcolata dalla data della consegna formale, come di seguito specificato:

Dalla consegna formale al sesto anno

  • Nell’arco dei 12 mesi deve essere eseguito un controllo funzionale, esteso a tutte le zone di rivelazione, per almeno il 50% di tutti i dispositivi e azionamenti presenti, con un minimo di due interventi a distanza non inferiore ai 5 mesi. L’anno successivo si deve effettuare il controllo sul 50% restante.

Dal settimo al dodicesimo anno

  • Nell’arco di 12 mesi deve essere eseguito un controllo funzionale del 100% di tutti i dispositivi e azionamenti presenti, con un minimo di due interventi a distanza non inferiore ai 5 mesi.

Oltre il dodicesimo anno

Dal tredicesimo anno, il sistema (sia esso convenzionale che analogico indirizzato) deve essere sottoposto alla “Verifica generale” e cioè:

  • Verificare che le parti di ricambio identiche o compatibili con quelle esistenti siano disponibili sul mercato.
  • Verificare la invariabilità dell’impianto con modifiche o cambiamenti sostanziali.
  • La revisione in fabbrica che riporti i rilevatori allo stato di efficienza della camera di analisi o la sostituzione con rivelatori nuovi.
  • Il ricollaudo come previsto dalla UNI 9795

La verifica generale dei rivelatori deve essere gestita al 100% di tutti i dispositivi entro 6 anni.

Prima di iniziare le prove è necessario documentarsi circa le sequenze logiche previste. (spegnimento ventilazione condizionamento, chiusura serrande taglia fuoco, fermo ascensori, riporto allarmi con combinatori telefonici, azionamento EVAC ecc..).

Le verifiche da eseguire sono:

Sulla centrale:

  • La capacità di ricezione e segnalazione degli allarmi provenienti dai dispositivi automatici e manuali.
  • La capacità di attivare i dispositivi di segnalazione allarme
  • L’efficienza di tutte le segnalazioni ottico acustiche di cui la centrale è provvista
  • L’assorbimento di corrente
  • L’efficienza dell’alimentazione e delle batterie con la verifica dell’autonomia

Sui sensori:

Ciascun dispositivo atto alla generazione di un segnale di allarme deve essere attivato per verificare:

  • L’accensione del led a bordo del sensore
  • La segnalazione congruente dello stato d’allarme sulla centrale
  • L’attivazione dei dispositivi ottico/acustici dell’area protetta
  • La registrazione dell’intervento sullo storico della centrale
  • La segnalazione sul ripetitore (specula) nel caso di un sensore sopra il controsoffitto o sotto un pavimento galleggiante
  • L’attivazione di un combinatore telefonico
  • La segnalazione congruente sul sistema grafico nel caso sia presente un sistema di supervisione dedicato

Dopo ogni sequenza di allarme, è necessario accettare l’evento in centrale e tacitare la relativa segnalazione acustica.

Pare abbastanza evidente che la rendicontazione delle prove sulla rivelazione fumi deve essere fatta con una check list riportante le attività con i relativi esiti sulla centrale e da un elenco numerato dei singoli sensori con, a sua volta, gli esiti delle prove eseguite singolarmente.

Dalle centrali con sensori indirizzati è comunque possibile scaricare, in formato digitale, l’elenco dei sensori ad essa collegati. E’ quindi possibile “incollare” i dati su un formato .xls su cui “costruire” il rapportino per la rendicontazione.

Altre verifiche da eseguire sono:

I dispositivi acustici devono essere uditi distintamente in qualsiasi punto dell’ambiente protetto anche in condizioni di massima rumorosità (consigliata la prova fonometrica). I dispositivi acustici devono avere l’omogeneità del tono del suono per tutto l’impianto

I dispositivi ottici devono essere visibili da qualsiasi punto dell’ambiente protetto (consigliata la misura dei lux). I dispositivi ottici devono avere l’omogeneità del colore del flash per tutto l’impianto

Inutile dire che le verifiche sulla rivelazione fumi sono veramente complicate sotto tanti aspetti.

Ma parliamo ora di un’altra tipologia di impianto di rivelazione fumi e cioè:

La rivelazione fumi per aspirazione, nota anche come sistema di aspirazione di fumo o VESDA (Very Early Smoke Detection Apparatus), è un tipo di sistema di rivelazione fumi avanzato utilizzato per il rilevamento molto precoce dei fumi in ambienti critici, come data center, laboratori, sale server, musei o altri spazi sensibili. Il sistema VESDA funziona attraverso un processo di aspirazione dell’aria da diverse posizioni all’interno dell’edificio. Ecco come funziona generalmente:

  1. Unità di campionamento: Il cuore del sistema è un’unità di campionamento, spesso posizionata in una stanza centrale. Questa unità aspira l’aria dall’ambiente circostante attraverso una serie di punti di campionamento o tubi di aspirazione. Gli elementi di campionamento sono progettati per catturare l’aria dell’ambiente e portarla all’unità di rivelazione.
  2. Rilevamento dei fumi: L’aria aspirata viene passata attraverso un sensore altamente sensibile che è in grado di rilevare anche tracce minime di particelle di fumo. Questo sensore misura le concentrazioni di particelle sospese nell’aria ed è in grado di rilevare i primissimi segni di fumo o particelle combustibili.
  3. Allarme e notifica: Se il sensore rileva una concentrazione significativa di particelle di fumo, che potrebbe indicare un incendio in fase iniziale, il sistema VESDA attiva un allarme. Questo può includere notifiche visive, sonore o allarmi remoti che avvertono immediatamente il personale o attivano misure di sicurezza.
  4. Localizzazione precisa: Un vantaggio chiave dei sistemi VESDA è la loro capacità di fornire informazioni sulla localizzazione precisa dell’evento. I tubi di aspirazione possono essere disposti strategicamente in diverse parti dell’edificio, consentendo di determinare l’area esatta in cui è stato rilevato il fumo. Questo aiuta il personale a reagire rapidamente all’evento e adottare misure di protezione mirate.
  5. Monitoraggio continuo: Il sistema VESDA offre un monitoraggio continuo dell’aria all’interno dell’edificio, il che significa che può rilevare potenziali problemi anche prima che si sviluppi un incendio a pieno regime. Questo lo rende particolarmente adatto per ambienti in cui la prevenzione e la rilevazione precoce sono fondamentali.

I sistemi di rivelazione fumi per aspirazione sono altamente affidabili e possono rilevare fumi a una fase molto iniziale, consentendo una risposta rapida per la protezione delle persone e delle risorse. Sono spesso utilizzati in ambienti dove i tradizionali rivelatori di fumo potrebbero generare falsi allarmi o dove è essenziale evitare danni o interruzioni dovuti all’acqua o ai gas di estinzione utilizzati nei sistemi di spegnimento automatici.

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